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A 18 mesi la regressione: La storia di Marco

Ecco la storia di Marco (i nomi e luoghi sono stati cambiati) e tutti i passi che i genitori hanno fatto per capire il perchè il loro bimbo aveva iniziato bene per poi notare un cambiamento ai 18 mesi,  e i genitori non si sono fermati, hanno fatto molte visite … hanno iniziato la terapia e ora Marco fa piccoli passi…scopriamoli insieme.

La storia

La mamma di Marco ha avuto una gravidanza pò travagliata, arrivata inaspettatamente in un momento molto difficile a causa della malattia del nonno. Nonostante delle minacce d’aborto la gravidanza è stata portata a termine. Alla nascita aveva 4 giri di cordone intorno al collo e un peso basso, solo 2,4 kg ma ha pianto subito e non ha avuto bisogno di nessuna assistenza.

I primi 3 mesi sono stati molto duri anche a causa di una brutta depressione post partum, ma Marco cresceva bene ed ecco i suoi passi:

  • ha cominciato presto a sorridere
  • Ai 6 mesi ha imparato a sedersi
  • Ai 7 mesi ha iniziato a gattonare
  • Ad 1 anno camminava da solo.
  • Fino ai 18 mesi si girava se chiamato, aveva un buon contatto oculare
  • ha cominciato a lallare e a dire le prime paroline(papa, mamma)
  • NON ha sviluppato la capacità di indicare
  • Pessimo rapporto col cibo. Alcuni giorni si rifiutava di aprire la bocca e non accettava nessun pezzettino di cibo.

Purtroppo intorno ai 18 mesi la regressione:

  • Non si girava più’ se chiamato
  • Ha iniziato a camminare sulle punte dei piedi
  • Niente piu’ lallazione ma solo suoni gutturali
  • Le paroline acquisite sono sparite
  • Non indicava nulla
  • Non ci guardava piu’ negli occhi.

Prime valutazioni

La pediatra della mutua ha  sminuito il problema dicendo che se non parlava era perchè i genitori lo assecondavamo troppo senza spingerlo a richiedere ciò che voleva.

La pediatra privata ha detto di attendere ancora un pò perché ancora troppo piccolo e di inserirlo quanto prima al nido.

La psicomotricista ci consiglia il nido e cosi a 23 mesi Marco inizia il nido con l’intento di osservarlo circa 3 mesi ma niente il bambino non ha alcuna esplosione linguistica e pochissimi miglioramenti sotto il punto di vista della interazione con gli altri.

Il neuropsichiatra lo visita ai 26 mesi che lo osserva e senza dire troppe parole ci consiglia un ricovero di una settimana nel suo reparto per poter osservare meglio, fare tutti gli esami diagnostici e sottoporgli dei test. Una dottoressa molto scrupolosa e la sua assistente, lo osservano giocare negli ambienti comuni, rapportarsi con i genitori  e rapportarsi con i giochi e intanto fanno tutte le analisi del sangue.

I genitori vengono convocati e la diagnosi è di spettro autistico di secondo livello,  ma considerando l’età e avendo tanti punti di forza, il suo linguaggio sarebbe stato recuperabile con una buona terapia e recuperare fino a far regredire i tratti autistici a sfumature del carattere.

L’esame risonanza magnetica (in anestesia totale) per escludere sofferenze subite in gravidanza al momento del parto con esiti negativi.

La terapia

Marco fa un incontro con Psicologa, psicomotricista ed educatrice e cosi inizia con i 4 trattamenti settimanali.

I progressi che ha fatto sono stati:

  • Ha imparato a fare i puzzle con gli incastri
  • Riconosce tutti gli animali e a riprodurne il verso
  • Indicare le figure che gli interessano sui libri
  • Comincia ad indicare gli oggetti a distanza
  • Riproduce tantissimi suoni come se fosse ripartita la lallazione
  • Ha ripreso a dire papà
  • Triangola lo sguardo e mantiene di più il contatto oculare
  • Si gira più spesso quando viene chiamato.
  • Ha imparato a stare seduto a tavolino a mangiare(basta seggiolone),
  • Comincia a mangiare un pò da solo o accompagnato,
  • Ha imparato a bere da solo dal bicchiere e dalla bottiglietta (basta biberon)
  • sgranocchiare biscotti e patatine da solo o anche accettandoli dalle mie mani.

L’iter burocratico ha previsto anche richiesta di 104 x potermi assentare dal lavoro in casi di necessita, visita per indennità di frequenza ed eventuale invalidità, visita per ottenere insegnante di sostegno da settembre quando inizierà la scuola materna. Un iter lungo e logorante che viene ripagato solo dai progressi fatti in breve tempo.

Cosa consiglia alle mamme che si trovano nella sua situazione?

Fidatevi del vostro istinto e cercate risposte nei luoghi opportuni, il ricovero è stata la svolta di tutto per noi, perché è molto peggio vivere nel dubbio che conoscere il nemico e iniziare ad agire. E infine la tempestività, prima si inizia meglio è, il cervello è molto plastico e si può fare tantissimo e poi esercizio esercizio esercizio, perché ogni momento della vita di tutti i giorni può rappresentare un momento di apprendimento x i nostri figli.

Io sono d’accordo con questa mamma e vi invito a leggere questo articolo. Non fermatevi e armatevi di tanta pazienza. I risultati ci sono sempre.

D.ssa Anna Biavati

Logopedista Pediatrica specializzata in ritardi del linguaggio, fonologia, mutismo selettivo e bilinguismo

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