attenzione, giocare, linguaggio

Usiamo le immagini per comunicare: parla una mamma

Una delle problematiche che mi viene spesso esposta è: “Ma perchè il mio bambino non parla?”

Molti genitori mi dicono che forse la difficoltà maggiore che sperimentano nella vita con il bambino sono:

  • il “non comunicare”
  • il “non riuscire a entrare in contatto”
  • il “non avere uno scambio con il bambino su quello che gli piace, o su quello che c’è intorno”
  • il “non riuscire a passargli niente di quello che vorrei fargli conoscere o sapere”

Oggi voglio condividere la storia di Elena, che con la sua tenacia, la sua voglia di aiutare il suo bambino, non si è scoraggiata ma ha cercato di tutto… ed ecco la sua storia.

“Ricordo ancora quando ero preoccupata per il fatto che Gabriele non parlasse. Ho iniziato intorno ai 28 mesi. Mi sentivo ansiosa, perché vedevo bimbi della sua età parlare ed avevano un modo di giocare e relazionarsi diverso da lui. Le persone che mi conoscevano, dicevano:

Non preoccuparti,  non tutti i bimbi sono uguali

Continuavo a non stare tranquilla ed ho iniziato le mie ricerche, ed ho incominciato il mio cambiamento:

  • Ho imparato  a giocare in modo diverso
  • Ho cambiato il tono di voce e l’espressione del viso
  • Ho ripetuto sempre tutto e di tutto
  • Abbiamo iniziato la terapia logopedica sia alla asl che privatamente e abbiamo lavorato tanto a casa.

Sembravo aver trovato una ragione del suo ritardo nel “parlatore tardivo”, tuttavia a gennaio 2017 la nostra pediatra ci parlò di AUTISMO.

Da lì mi é crollato il mondo addosso. Nello stesso tempo è iniziata la mia resilienza.

Mi sono sentita impotente, ho pianto tanto, per 8 mesi ho dormito 2 ore per notte. Non riuscivo a darmi pace, l’ho percepito come un masso enorme, non sapevo come muovermi e cosi ho continuato a leggere, informarmi ed ho capito che avevo bisogno di lavorare per aiutarlo a migliorare la sua comunicazione…. abbiamo fatto un passo alla volta.

Quali erano le sue caratteristiche?

Il mio bambino non sembrava seguire le tappe evolutive degli altri bimbi e le sue caratteristiche erano:

  • non indicava
  • non guardava negli occhi
  • non parlava
  • non aveva attenzione congiunta
  • camminava sulle punte
  • se lo chiamavi non si girava
  • non sapeva giocare
  • non sapeva fare gioco simbolico
  • non sapeva giocare con gli altri
  • aveva paura dei posti troppo affollati
  • al mare non potevamo andare in acqua
  • al supermercato non si sedeva nel carrello e correva da una corsia all’altra
  • dovevo imboccarlo
  • aveva il pannolino

Siamo seguiti dal Centro Autismo della mia zona, facciamo terapia asl e privata di psicomotricità, logopedia e musicoterapia e lavoriamo tanto a casa e a scuola.

Ci sono stati dei progressi?

Gabriele ha quasi 4 anni ed è cambiato tantissimo.

Noi abbiamo usato tantissimo le IMMAGINI poiché lui non sapeva come comunicare, non sapeva come dirmi se a merenda voleva il latte o la mela. Abbiamo iniziato ad usare 2 immagini. Ci è voluto quasi un mesetto che prendesse confidenza con le 2 immagini. Da li è partito il nostro modo per comunicare, le immagini lo hanno aiutato a spiegarsi, e a comunicare spontaneamente.

Ora sa fare un sacco di cose:

  • Sa indicare
  • E’ passato dai versi degli animali ad usare parole e piccole frasi
  • guarda negli occhi
  • ha attenzione congiunta
  • non cammina più sulle punte
  • il più delle volte se lo chiamo si gira
  • gioca in modo funzionale
  • fa gioco simbolico
  • inizia a  giocare con gli altri
  • ha meno paura dei posti troppo affollati
  • al mare possiamo giocare a riva
  • al supermercato mi aiuta, mette la spesa dentro il carrello e sul nastro e da i soldi alla cassiera
  • mangia da solo
  • abbiamo tolto il pannolino quasi 2 mesi fa, lo teniamo solo la notte.
  • inizia a parlare in modo funzionale, inserendo i verbi e frasi minime

Raccontaci dell’uso delle immagini

Ho fatto foto a tutto, ne ho tantissime di tutti e tutto. Ho preparato le immagini, le ho stampate, plastificate. Usate con il velcro. In questo post di facebook troverete la spiegazione.

Ho creato tabelle, quaderni di attività, foto, un dizionario con le foto 400 vocaboli, ed un calendario.

La mia vita è cambiata, noi impariamo insieme. E’ come una magia vederlo fiorire in questo modo.

Ci sono stati molti momenti di sconforto, ma lui è un bambino meraviglioso. Lo so che ci sono tante cose su cui lavorare ma ora so come aiutarlo.

Io vorrei ringraziare Elena che ha una grande forza ed ha voluto usare il suo vero nome, facendo conoscere a tutti i loro passi.  Lei gestisce un meraviglioso gruppo di facebook che si chiama Insegnami a comunicare: parliamo di autismo. 

Questo gruppo è di supporto per altri genitori, e ci sono sempre tante idee per tutte le situazioni. Seguitelo!

D.ssa Anna Biavati

Logopedista Pediatrica specializzata in ritardi del linguaggio, fonologia, mutismo selettivo e bilinguismo

© Copyright 2018 Insegnami a parlare

#logopedia 

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