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Il tuo bambino non fa progressi? Prova a fare un passo indietro!

Per i genitori è frustrante vedere che i loro figli non sembrano fare dei passi verso il linguaggio espressivo. Dopo svariate settimane (o mesi!) di attività, terapia etc , nonostante tanti  sforzi, probabilmente vi comincerete a chiedere il perché di quello che state facendo non funziona??

A volte però, invece di mettere in discussione ciò che possiamo fare diversamente, la natura umana sembra insistere che dobbiamo fare sempre di più, cambiamo o rinunciamo e diciamo: “Questo non funzionerà mai”.

Ma una grande cosa che ho imparato, sia come logopedista che come mamma:

Quando un bambino non fa progressi, dobbiamo fare un passo indietro.

Dobbiamo ricordarci che quando ci troviamo in questa situazione, il bambino non sta facendo progressi perché l’obiettivo che abbiamo identificato è troppo difficile; abbiamo scelto di concentrarci su un qualcosa che va al di là della capacità del bimbo. In altre parole, la posta è troppo alta.

Non c’è bisogno di stressarci o analizzare troppo, perchè se un bambino potesse fare quello gli stiamo chiedendo, lo farebbe!!!

Facciamo un passo indietro

Questo significa di valutare le capacità antecedenti a quello su cui ci stiamo concentrando,  cosa manca e rincominciare da lì.

Per esempio: una mamma vorrebbe che il figlio iniziasse a parlare, ma il bimbo non usa le parole… Come possiamo applicare il principio del fare un passo indietro?

Se vogliamo che un bambino partecipi ad una conversazione bisogna capire che cosa viene prima di avere una vera propria conversazione con un adulto:

  • Il bambino sa generare una frase completa da solo?
  • Capisce le domande per risponderci?
  • Parla con un’ampia varietà di frasi brevi?
  • Il suo vocabolario è abbastanza ampio?
  • Capisce il concetto di turnazione, cioè che l’adulto fa qualcosa e poi il bambino fa altrettanto?
  • Ha una buona attenzione al gioco per permettergli/le di imparare?

ECCO come tutti questi piccoli passi vi aiuteranno a raggiungere quell’ obbiettivo.

Magari il bambino che non sta raggiungendo l’obbiettivo perchè non è realmente pronto.

Questo accade spesso con i bambini che seguo in terapia logopedica, e nella mia esperienza clinica, la ragione principale per cui i bambini non fanno progressi è quando non sono pronti a raggiunger quell’obbiettivo. Il problema è che abbiamo fatto un salto troppo lungo rispetto alle capacità linguistiche e cognitive, e di conseguenza c’è bisogno che sviluppi della capacità precedenti.

Il punto PRINCIPALE è nel dividere gli obbiettivi (come ad esempio “voglio che mi dica quello che vuole” o “voglio che lui capisca quello che la gente gli dice”) in piccoli passi realizzabili che potenzieranno tutte le altre capacità.

Proprio per questo motivo è fondamentale lavorare con dei professionisti che aiutano i genitori ad identificare gli obbiettivi.

 

Se il vostro bambino non sta seguendo nessun tipo di terapia, ai genitori consiglio di stabilire un obiettivo realistico. Certamente un articolo come questo non può fornire il tipo di informazioni necessarie per farlo. Ogni bambino è diverso, con il proprio insieme di punti di forza e debolezze; non c’è modo che un singolo post, o un intero sito web sullo sviluppo linguistico (anche questo con centinaia di articoli, podcast e video!), interi libri etc, risponderà a ogni quesito sui bambini.

L’unico modo è che un professionista determini quale terapia sia giusta … Certamente leggere articoli, guardare i video etc aiutano a capire e creare un punto di partenza.

In conclusione, talvolta per trovare il punto di partenza, bisogna modificare un pò il nostro obbiettivo, cioè rendendolo più semplice, avere meno oggetti, essendo più ripetitivi, usare meno parole … lo modifichiamo finché non si trova il passo giusto che funziona.

NON SCORAGGIATEVI

D.ssa Anna Biavati

Logopedista Pediatrica specializzata in ritardi del linguaggio, fonologia, mutismo selettivo e bilinguismo

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