articolazione e suoni

Disprassia o disturbo fonologico? Le differenze

Molti genitori che iniziano a cercare informazioni sui disturbi del linguaggio, si chiedono quali sono la differenze tra la disprassia ed il disturbo fonologico. Possono apparire simili e vi fornirò una breve panoramica di entrambi i disturbi, ed alla fine vi darò il mio parere clinico.

Disprassia verbale

La disprassia è un disturbo neurologico del linguaggio che influenza la capacità del bambino di pianificare, eseguire e sequenziare i movimenti della bocca necessari per un linguaggio chiaro. Le caratteristiche di aprassia includono:

  • Lallazione limitata, i bambini tendono ad essere abbastanza silenziosi nei primi mesi.
  • Poche o nessuna parola rispetto ad altri bambini della loro età.
  • Scarsa capacità di imitare suoni e parole
  • Il bambino sostituisce e / o omette suoni vocali e consonanti.
  • Le parole sono dette in una maniera incomprensibile e neppure i genitori riescono ad interpretarle.
  • Potrebbero usare lo stesso suono in tutte le posizioni della parola. Quindi hanno un suono preferito e lo mettono in tutte le posizioni (patata diventa tatata, oppure so ta; questo anche in tutte le altre parole).
  • Spesso gli errori sono incoerenti, o riescono a dire una parola una volta e poi mai più.
  • Il bambino capisce molto più di quello che può dire.
  • Ci potrebbe essere (ma non sempre) familiarità nella difficoltà di comunicazione. (Tutti i bimbi della famiglia sono parlatori tardivi oppure magari alcuni adulti hanno ancora delle difficoltà nella pronuncia)

Disturbi fonologici

Un disturbo fonologico è una difficoltà con le regole o i modelli per combinare i suoni in modo chiaro mentre parliamo. Ci sono tante sostituzione fonologiche tipiche come:

  • la riduzione della sillaba (producendo solo una sillaba in una parola multisillabica come CA per CANE)
  • Stopping (sole = tole)
  • Anteriorizzazione (cane = [‘tane])
  • Semplificazione di liquide (rana = lana)
  • Fricazione (camicia= camisa)
  • Affricazione (rosso= rocho)
  • Desonorizzazione (gambe= campe)
  • Sonorizzazione (acqua= agua)
  • Cancellazione di sillabe atone (banana =nana)
  • Riduzione di gruppi consonantici (treno = teno)
  • Armonia consonantica (coccodrillo= kokkolillo)
  • Armonia vocalica (piccola = pakkala)
  • Cancellazione di consonante iniziale (scopa =kopa)
  • Metatesi (topo = poto)
  • Epentesi (aereo =aleleo)
  • Riduzione di dittonghi (pieno= peno)
  • Soppressione di consonante finale di sillaba(albero=
    abbeo)
  • La riduplicazione (semplificando una parola polisillabica con una più semplice come dire bubu per bolla o cane cane anche per cagnolino).

Tutti questi processi sono comuni anche nei bambini in via di sviluppo. Diventa un problema quando la maggior parte dei bambini stanno maturando, ma altri tendono a mantenere tutta una serie di sostituzioni. Ad esempio, la cancellazione finale delle consonanti (cioè tagliare le consonanti alla fine) generalmente scompare tra 2 1/2 e 3 anni di età. Se un bambino non include le consonanti finali entro questa età, lo consideriamo uno sviluppo atipico poiché la maggior parte dei suoi coetanei della stessa riesce a completare le parole.

Un bambino che presenta con solamente  un disturbo fonologico ha un buon linguaggio espressivo, il che significa che ha un buon vocabolario ma ha difficoltà di pronuncia.

Importanti differenze diagnostiche

1.VOCALI: Uno dei punti focali sono le vocali. Entrambi i bambini con disprassia e disturbi fonologici commettono errori le consonanti. Ma i bambini con disprassia sostituiscono, o in alcuni casi omettono, anche le vocali. La maggior parte dei bambini con un disturbo fonologico usano le vocali accuratamente.

2. REGOLARITÀ’ DEGLI ERRORI – I bambini con disturbi fonologici sono generalmente coerenti con i loro errori. Ciò significa che quando sostituiscono dei suoni lo fanno sempre nella stessa maniera, mentre i bambini con disprassia sono molto incoerenti. Ciò significa che possono pronunciare una parola correttamente una volta e dirla in modo errato un minuto dopo. Le parole possono essere dette in modo così “strano” che la parola è irriconoscibile. Per i bambini con disprassia e che hanno anche poche parole, possono pronunciare la parola una volta, e poi non ripeterla più per molto tempo.

3.CONSONANTI: I bambini con il disturbo fonologico hanno una presentazione di errori schematici. Ad esempio, un bambino può omettere il suono della consonante finale tutto il tempo. Un bambino con disprassia può includere un suono di consonante finale in una parola, ma non essere in grado di produrre lo stesso suono della consonante finale in un’altra parola o lo stesso suono in un’altra parola ancora (cane diventa CANE, però penna può essere pronunciata PE oppure NA).

4. ABILITA’ LINGUISTICHE: i bambini con disprassia sono quasi sempre “parlatori tardivi” a differenza dei bambini con il disturbo fonologico  che hanno delle capacità linguistiche espressive più vicino alla norma. Usano molte parole e cercano di combinarle in frasi come i loro coetanei della stessa età, ma non riusciamo a capirli.

5. ALTRE CARATTERISTICHE – Quando ripetiamo delle parole i bambini con disturbi fonologici non hanno problemi. La maggior parte, cercano di ripetere ciò che abbiamo detto loro senza esitazioni. I bambini con disprassia sembrano andare “a tentoni” con le parole. Molti genitori mi descrivono queste situazioni:

  • “Talvolta apre la bocca per parlare, ma poi sembra che si sia dimenticato quello che stava per dire”.
  • “Non sa cosa fare con la lingua quando parla.”
  • “Vedo che guarda la mia bocca da vicino, e cerca di muovere la bocca in modi divertenti per copiare il mio, ma non può.”

6. IMITAZIONE VERBALE: I bambini con disprassia hanno grosse difficoltà ad imitare o ripetere ciò che hai detto (specialmente prima dell’inizio della terapia). I bambini con un disturbo fonologico possono ripetere, ma la parola potrebbe non essere accurata.

7. IMITAZIONE DEI MOVIMENTI ORALI – I bambini con disprassia hanno difficoltà nell’usare la bocca – parlare o imitare o eseguire determinati movimenti su richiesta, ma non in altre attività come mangiare o se l’attività è “automatica”. Ad esempio:

  • “Può tirar fuori la lingua quando si lecca un gelato, ma non può farlo quando gòi chiedo di farlo.”
    “Ha spento le candeline del suo compleanno la scorsa settimana. Ma non soffia a richiesta”
    I bambini con disturbi fonologici sono più coerenti con ciò che possono o non possono fare con la loro bocca.

Spero che questo vi abbia dato un’idea più chiara delle differenze che ci sono tra DISPRASSIA e DISTURBO FONOLOGICO.

E’ importate parlare con il vostro logopedista per chiarire ogni dubbio, lavorando insieme nella direzione giusta.

D.ssa Anna Biavati

Logopedista Pediatrica specializzata in ritardi del linguaggio, fonologia, mutismo selettivo e bilinguismo

© Copyright 2018 Insegnami a parlare

#logopedia

2 thoughts on “Disprassia o disturbo fonologico? Le differenze”

  1. Cara dott.ssa Anna Biavati….più leggo le sue teorie…più mi preoccupo e mi agito per la mia nipotina di 25 mesi. Adesso leggendo il suo artucolo sulla diprassia..mi sembra di rivedere la mia nipotina…e più leggo..più mi agito….Io cerco di fare come lei insegna…ma sembra che faccia fatica a dire qualcosa….o lo dice una volta e poi si dimentica. Preferisce chiamare prendendoci per mano… e fa le cose da sola. Capisce tutto ma non si sblocca……Se mi vorrà dare una risposta la ringrazio tantissimo…..

    1. Cara Amelia, mi dispiace che sia cosi preocupata per la sua nipotina, ma se ci agitiamo anche loro lo sentono. Quello che scrivo si basa su ricerche scentifiche unite poi alla mia esperienza clinica. Ci vuole molta pazienza con i bimbi, accertarci che abbiamo tutti i prerequisiti del linguaggio. A proposito ha fatto il mio corso gratuito?
      Inoltre sarebbe il caso di iniziare un percorso logopedico. Si segni tutti i passi che fa, e poi giochate sempre… divertitevi… farete dei passi insieme. Non perda la speranza. D.ssa Anna

Lascia un tuo commento